in Rassegna stampa | scritto da Filippo Di Blasi
Torino: l’arcivescovo nei campi rom e sinti “Nessun miglioramento in un anno”
Nosiglia: sbloccate i fondi Ue
«La situazione rimane difficile – commenta l’arcivescovo – passi avanti praticamente non ne sono stati compiuti. Per fare qualche progresso devono arrivare quei fondi europei (per Torino 5 milioni, ndr) bloccati dal Consiglio di Stato. Ma anche i rom devono fare la loro parte: una strada da seguire è quella che loro stessi individuino dei formatori all’interno delle comunità ».
«Per contrastare il pregiudizio – continua mons.Nosiglia – occorre anche lavorare molto sul piano dell’educazione alla legalità , un aspetto tanto più importante in questi tempi di crisi che possono diventare terreno fertile per la violenza e le frange estremiste».
Nella visita ai campi, in corso Vercelli, via Germagnano e lungoStura Lazio, mons.Nosiglia era accompagnato da sacerdoti della chiesa ortodossa, dagli assessori comunali Giuliana Tedesco, Enzo Lavolta ed Elide Tisi e dai responsabili delle associazioni Aizo e Terra del Fuoco. Il presidente di quest’ultima, Oliviero Alotto, ritiene che la via d’uscita sia «replicare l’esperienza fatta al ’Dadò di Settimo», dove sono oggi ospitate otto famiglie di nomadi. «Dall’indignazione – dice Alotto – bisogna passare all’azione, l’episodio della Continassa è nato perchè continuano ad esserci situazioni insostenibili come il campo abusivo di lungoStura Lazio dove vivono 450 persone in condizioni disastrose. Bisogna puntare su campi con un centinaio di persone al massimo. Le parole d’ordine – conclude Alotto – devono essere l’”autorecupero”, e per questo bisogna incoraggiare le persone a cambiare le loro condizioni di vita, e la coabitazione. Non ci devono più essere ghetti».
Da La Stampa, 26/12/2011
